MALA MOVIDA.

L’associazione Uniti per Erchie scrive al Sindaco di Maiori in vista della stagione 2022.

L’estate 2021 a Erchie è stata contrassegnata da episodi di “mala movida” con situazioni di pericolo per l’incolumità pubblica e privata che hanno reso necessario, in alcuni casi, l’intervento dei Carabinieri.  Il delicato e ristretto contesto del paesino l’estate scorsa è stato turbato da musica a palla fin oltre le due di notte comportando l’impossibilità a dormire dei residenti, problemi di ordine pubblico, degrado igienico sanitario e danni agli operatori dei B&B.

Questo nonostante sia in vigore dal 2018 un’ordinanza sindacale che limita il livello delle emissioni acustiche e che stabilisce il termine degli intrattenimenti musicali alle ore 24:00.

L’Associazione Uniti per Erchie, preoccupata che la stessa situazione possa ripetersi anche quest’anno, ha scritto una lettera preventiva al Sindaco di Maiori per mettere le mani avanti. Con spirito costruttivo e collaborativo si chiede al Sindaco e agli organi competenti di mettere in atto le misure di controllo necessarie per il rispetto dell’Ordinanza Sindacale n. 34 del 10 agosto 2018 a firma dello stesso Sindaco Antonio Capone.

Questo il testo della lettera: Problema Mala Movida

REGOLAMENTO PER LE ATTIVITA DI TIRO A SECCO

Il Regolamento disciplina l’attività di tiro a secco delle unità da diporto, effettuata nelle aree di cui alle planimetrie dell’Allegato A, nel rispetto delle specifiche disposizioni del Regolamento portuale, approvato con Decreto Dirigenziale della Regione Campania n. 24 del 09.04.2019, al fine di tutelare il sicuro ed ordinato svolgimento delle attività e della circolazione sulle aree pubbliche e di evitare fenomeni di abbandono e condizioni igieniche e di decoro fatiscenti.

REGOLAMENTO PER LE ATTIVITA DI TIRO A SECCO

ALLEGATO A

Miserevole piccola storia erchietana

Di lato alla strada, appena preso il bivio per Erchie, c’era una volta un’area degradata con accumulo di terriccio, pietrame ed erbacce varie che, specie in estate, era usata come ricettacolo di rifiuti lanciati al volo da auto e motorini dei cosiddetti ‘turisti’.

Degrado da quarto mondo come biglietto da visita di Erchie proprio dietro l’angolo di uno degli squarci più suggestivi della costiera amalfitana, la spiaggia di Caugo.

E’ proprio vero, l’uomo non merita quello che la Natura ha creato.

L’Associazione “Uniti per Erchie”, appena nata si è data l’obiettivo del recupero ambientale di questo e di altri angoli degradati del borgo.

Nel giro di pochi mesi è stato elaborato un progetto di recupero ambientale prontamente approvato e finanziato dal Comune di Maiori.

Anche il muro a secco di contenimento del terreno è stato realizzato in tempi brevi con il finanziamento comunale.


L’Associazione a questo punto si è preso l’onere finanziario e di vanga e zappa per mettere a dimora alcune piante grasse ed ornamentali che crescendo con gli anni avrebbero abbellito l’accesso al borgo.


Avrebbero abbellito … Sì, al condizionale.

Sì, perché è di stamattina la scoperta del gesto ignobile di un vile individuo che ha pensato bene di estirpare tutte le piante messe a dimora con impegno e sacrificio dai soci dell’Associazione.

Furto o vandalismo?

Storia virtuosa di recupero ecologico e partecipazione civica

Vento sibilante, ore di pioggia scrosciante che erode il terreno fino a scoprirne le radici, l’albero divelto è trasportato dalle acque tumultuose del fiume in piena fino al mare in tempesta. Spinto dal vento per giorni su cavalloni sobbalzanti l’albero approda sulla spiaggia di Erchie dove altri tronchi trasportati dalle onde hanno già trovato approdo.

“Il tronco desolato, relitto d'albero sradicato, scultura come riccio marino, invoca radici al cielo nel morbido silenzio d'aria. Svanisce la riva, di sua tenerezza scopre l'eremo di verdi chiome fiorite, nidi di rondini, ali di primavera.” (Enzo Tafuri)

La furia della tempesta si è ormai acquetata e tronchi biancastri giacciono inerti sulla battigia come cavalieri disarcionati nella tenzone … ma l’estate si avvicina e la spiaggia ingombra reclama il ritorno allo stato naturale di dolce e gradevole arenile per bagnanti impazienti. I giorni passano, i valorosi cavalieri appaiono sempre più come scheletri fatiscenti ma gli operatori istituzionali tardano a mettersi all’opera.

A questo punto gli erchietani, nello spirito dell’Associazione “Uniti per Erchie”, decidono di unire le forze: ripuliscono la spiaggia e recuperano il legname.

Per farne cosa? Innanzitutto delle belle e originali fioriere naturali poste ad abbellire i luoghi.

Non solo. Armati di sega e di trapano, sotto la guida esperta di Cristiano, i nostri costruiscono tre ampie fiorire da sistemare lungo la disadorna passeggiata del tommolo.

Anche l’istinto artistico viene messo all’opera: le radici di un albero sono utilizzate come scultura naturale

Non resta che riempire di terra le fioriere e mettere a dimora le palme di S. Pietro comprate con i fondi dall’Associazione.

Il risultato finale

Un grazie, ragazzi

Trasene e quaglie

Nel mese di maggio a Erchie, dal mare arrivavano le quaglie. “Trasene e quaglie” si diceva. Arrivavano all’alba in piccoli gruppi volando radenti sul mare e acquattandosi subito, immobili, tra i cespugli sugli scogli per riprendersi dalla faticosa traversata. Si riposavano per un giorno e la notte successiva ripartivano verso le zone di nidificazione.

Le povere bestiole arrivavano in vista della costa stremate dalla fatica ma il peggio le aspettava proprio nel momento in cui, finalmente, la traversata era finita. Innanzitutto c’era il falco pellegrino appollaiato sulle alte rocce bianche delle falesie a picco sul mare. All’arrivo del volo di quaglie il rapace si buttava in picchiata ma non sempre riusciva a ghermirne una. Il più delle volte tramortiva nell’impatto il piccolo volatile che cadeva in mare. E così capitava che Fernando il pescatore, che era uscito in mare all’alba ‘arrete o tummene’, a tirar su le reti, tornasse a casa con qualche quaglia nel cassetto dei pesci.

Ma le sfinite quaglie dovevano fare i conti con altri e ben più temibili nemici: una schiera di animali della specie ‘homo sapiens’ era in attesa lungo la costa. Armati di doppietta, questi ‘animali’ bipedi erano disposti strategicamente lungo la costa pronti a far fuoco contro le povere e stremate creature. L’arrivo delle quaglie era salutato da una batteria di spari che vivacizzava le albe di Erchie nel mese di maggio. Nonostante tutto, qualche quaglia riusciva a raggiungere la terraferma e a nascondersi. Definitivamente salva? Neanche per idea. Nel pomeriggio cominciava la caccia con il cane per scovare le poche quaglie rimaste acquattate tra i bassi cespugli dei dirupi della costa. Povere bestiole.

Progetto verde. In attesa della risposta del Sindaco

Associazione Uniti per Erchie

Prot.n. 01/2021 del 28 gennaio 2021           

Al Signor Sindaco di Maiori: Antonio Capone

Al Signor Consigliere comunale con delega per Erchie: Cristiano Cremone

OGGETTO: Proposta per lo sviluppo del verde pubblico di Erchie.

La neonata Associazione “Uniti per Erchie” che ho l’onore di presiedere ha la missione di preservare il paesaggio di Erchie, di migliorare la qualità di vita degli abitanti e dell’offerta turistica.

Con questi obiettivi in mente l’Associazione ritiene appropriato proporre alle autorità competenti un piano di sviluppo del verde pubblico che soddisfi i tre requisiti della missione.

La proposta che si allega è stata redatta tenendo conto anche della legge 10/2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” che pone il verde urbano come risorsa primaria dei territori. Nello studio il paese di Erchie è stato diviso in zone coerenti e per ciascuna di esse è stato rilevato lo status attuale del verde pubblico e coerentemente sono state elaborate proposte per lo sviluppo di spazi verdi che contribuiscano significativamente a migliorare la qualità del Borgo.

La proposta allegata è corredata di mappatura delle zone, fotografie della situazione in atto ed elaborati grafici delle proposte che si propone di realizzare.

Certo della vostra attenzione vogliate gradire i miei più cordiali saluti

Ancestrale richiamo

 Legno di mare nel selvaggio rigoglio di sole.
 La ghiaia scricchiola passi di orme fugaci.
 La brezza fredda insinua la carezza del sole,
 la fessura degli occhi scherma il riflesso marino,
 deserto di pace.
 Chiuso nel grembo sicuro,
 senza insidie e pericoli,
 lontana l'umanità avara.
 Il tronco desolato,
 relitto d'albero sradicato,
 scultura come riccio marino,
 invoca radici al cielo nel morbido silenzio d'aria.
 Svanisce la riva,
 di sua tenerezza scopre l'eremo di verdi chiome fiorite,
 nidi di rondini, ali di primavera.
 La sagoma come un utero dormiente,
 ponte fra terra e mare,
 bacio di luna nell'ancestrale richiamo.
 Cesti di rami, la sera nel camino,
 nicchie di casa.
 La brace irradia calore, dai piedi risale alla testa,
 un soffio di piume.
 Io solitario, il respiro l'unico rumore,
 scricchiolio di pietre, echi attutiti,
 bisbigli d'amore, fantasmi dell'animo.
   Enzo Tafuri
  
   

Erchie nei ricordi del poeta salernitano Alfonso Gatto

“In quell’insenatura il mondo taceva come per incanto, la spiaggia di ghiaia bianca, l’acqua del mare verdissima e chiara sugli arenili. Poche voci tra le pergole dei giardini d’agrumi. In fondo alla valletta verde dell’insenatura, sotto lo strapiombo della strada costiera c’era una piccola osteria, una stanza. C’era pronto un piatto di aguglie fritte, quei pesci lunghi col becco e la spina verdissima, tenuti al fresco con l’aceto e la mentuccia. Una bottiglia di vino nero. Ritornavamo sulla spiaggia, infilavamo la bottiglia nella ghiaia dove batteva la maretta. Mangiavamo con le mani quel pesce odoroso e silvestre, bevevamo quel vino asprigno. Eravamo felici, parlando delle nostre speranze, dei nostri timidi amori. La notte rimaneva sempre chiara. Bevendo e bevendo, parlando e parlando, una notte ci capitò d’addormentarci. Ci risvegliammo che l’aurora tingeva il cielo di rosso. L’oste, prima di andare a letto, ci aveva coperto col tappeto dell’unico tavolo della sua osteria. Questo per me è Erchie” Alfonso Gatto.